Cos'è
La riabilitazione in acqua è una metodica sicuramente molto utile in un Centro di riabilitazione che voglia garantire un moderno e valido
recupero funzionale sia in campo neurologico che ortopedico.
Principi di funzionamento
Secondo il "principio di Archimede" un corpo immerso nell'acqua subisce una spinta verso l'alto pari al peso del volume del liquido spostato,
facendo sì che quel corpo risulti tanto più leggero quanto è più immerso; ad esempio il peso del corpo umano immerso verticalmente risulta
apparentemente ridotto del 5% del peso reale quando è immerso fino ai polpacci, de 20% quando l'acqua giunge a coprire la coscia, del 50%
all'ombelico, dell'80% nell'immersione fino alle ascelle, del 93% alla base del collo, ed anche del 97% in immersione totale.
Questo determina una maggiore facilità a muoversi nell'acqua, rispetto ad un ambiente normale, quando per esiti traumatici, per deficit neurologici
o dopo chirurgia ortopedica sarebbe impossibile o dannoso caricare il peso reale sui propri arti.
La "resistenza" in acqua è determinata da diversi parametri, tra i quali assume particolare importanza la velocità del corpo e quella del liquido
in cui è immerso; per questo in assenza di velocità rilevante dell'acqua, un corpo o un arto che si muove lentamente, incontrerà una modesta
resistenza (molto utile nelle fasi iniziali della riabilitazione); basterà aumentare di poco progressivamente la velocità, per incrementare la
resistenza e l'impegno muscolare. La resistenza può essere aumentata secondo le necessità anche modificando la superficie frontale di
spostamento, ricorrendo a strumenti opportuni quali pinne, manubri, tavolette, guanti palmati.
La "pressione idrostatica", che aumenta con la profondità, esercita un benefico effetto compressivo centripeto sul sistema vascolare,
normalizzando la funzione circolatoria e riducendo eventuali edemi distali.
L'effetto termico dell'acqua, di solito mantenuta a temperatura costante di 31°-32°, determina un'azione decontratturante sulla muscolatura,
un'azione sedativa generale, una modesta vasodilatazione periferica con velocizzazione degli scambi metabolici e miglioramento del trofismo tessutale.
Per chi é
Per potere eseguire gli esercizi riabilitativi non occorre essere dei nuotatori esperti. Nelle vasche destinate alla
riabilitazione il livello dell'acqua normalmente non supera i 120 cm e sono comunque presenti piccoli attrezzi per favorire il
galleggiamento. Tutte le condizioni di salute vengono esaminate dal personale medico e paramedico sempre presente in piscina.
Perchè funziona
Con la riabilitazione in acqua è possibile non solo ristabilire le migliori funzionalità articolari e muscolari dopo un
incidente, ma anche eseguire delle forme di esercizio specifiche per prevenire la malattia o per curare sintomatologie croniche come la lombalgia.
Tali esercitazioni sono particolarmente indicate per quei soggetti in forte sovrappeso con difficoltà di movimento legate ad obesità, ad artriti,
a recenti fratture o distorsioni.
Nella maggior parte di questi casi si registra un netto miglioramento del tono muscolare e dei movimenti articolari dopo un adeguato programma
terapeutico. Il paziente, se anziano, acquisisce in tal modo un maggiore controllo motorio che, migliorando l'equilibrio, allontana il rischio
di cadute e rallenta il declino funzionale legato all'invecchiamento.
Se usato correttamente, l'esercizio in acqua, è inoltre uno strumento molto efficace per completare i normali allenamenti degli atleti
che possono in questo modo evitare lesioni da superallenamento. In questi casi la temperatura dell'acqua non dovrebbe superare i
28-30°C. La routine di stretching è invece più efficace se eseguita nella vasca destinata alla riabilitazione dove la temperatura raggiunge i 32-35°C.
Come si svolge
Il programma riabilitativo viene impostato in seguito ad un'attenta valutazione dei bisogni del paziente e degli obiettivi
prefissati.
In linea di massima la rieducazione in acqua, come molte altre attività sportive e riabilitative si compone di due o tre sedute settimanali
per un periodo variabile in relazione al grado di disabilità individuale.
La riabilitazione in acqua consiste nel fare svolgere al paziente vari esercizi, molte volte gli stessi che si eseguono in palestra,
con il corpo parzialmente immerso nell'acqua.
Dividendo tali esercizi in quattro grandi categorie possiamo parlare di esercitazioni mirate al miglioramento:
- del tono muscolare (esercizi a catena cinetica aperta, eccentrici o concentrici)
- della mobilità articolare e dell'equilibrio (esercizi di stretching, esercizi di mobilizzazione attiva/passiva, esercizi propriocettivi)
- del recupero degli schemi motori (deambulazione/corsa in sospensione. pedalata, slanci, balzi ecc.)
- del recupero del gesto sportivo (esercizi a catena cinetica chiusa in acqua poco profonda, balzi, skip, affondi, spostamenti laterali ecc.
Per aumentare la difficoltà dei movimenti, sarà sufficiente aumentarne l'ampiezza, la velocità oppure utilizzare un equipaggiamento che crei resistenza.
ESERCIZI A CATENA CINETICA APERTA E CHIUSA
Gli esercizi a catena cinetica aperta come l'estensione della gamba si eseguono solitamente con il
segmento corporeo completamente immerso nell'acqua. Questi esercizi consentono di potenziare selettivamente un unico gruppo muscolare e
di migliorare la mobilità di una singola articolazione. Per questo motivo sono solitamente impiegati nelle fasi iniziali del programma
riabilitativo.
Gli esercizi a catena cinetica chiusa, svolti solitamente nell'acqua poco profonda, fanno lavorare contemporaneamente più gruppi
muscolari ed articolazioni, mantenendo le estremità distali (solitamente i piedi) in appoggio sul fondo della piscina. Esempi di esercizi a
catena cinetica chiusa sono i piegamenti sulle gambe e gli affondi. Questa tipologia di esercizi essendo poco specifica ed abbastanza impegnativa
viene utilizzata soltanto nelle fasi finali di rieducazione al movimento o al gesto sportivo.
Controindicazioni
La riabilitazione e l'esercizio in acqua, come abbiamo visto, rappresentano l'attività ideale per molti soggetti.
Tuttavia in alcuni casi le esercitazioni in acqua possono essere controindicate. E' il caso per esempio dei soggetti che soffrono di
diabete avanzato, di cardiopatia ischemica (specie se la temperatura dell'acqua è troppo fredda), di febbre, di incontinenza, infezioni
e micosi cutanee. In altre situazioni, per esempio per i pazienti che soffrono di osteoporosi non avanzata, è invece consigliabile
mantenere le forme di esercizio tradizionali fuori dall'acqua. Per tutti questi motivi ogni paziente viene esaminato prima di
intraprendere un programma terapeutico in acqua.
La riabilitazione in acqua è particolarmente indicata in
- esiti di fratture
- distorsioni, lussazioni
- patologie alla cuffia dei rotatori
- artrosi dell'anca e delle ginocchia
- tonificazione muscolare in preparazione all'intervento chirurgico
- mal di schiena (lombalgia, sciatalgia, ernia ecc.)
- disturbi della circolazione venosa
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